| 03 Dicembre 2009
Il relitto, conosciuto in zona come il transatlantico, è in verità un mercantile a vapore, meglio noto come la Banffshire.
Fu costruito nel 1894, dai cantieri Hawthorn, Leslie & Co. Ltd di Newcastle Inghilterra, per la Elderslie SS Co. varato con il nome Banffshire, divenne proprietà della Scottish Shire Line nel 1910, rimanendo però con il nome originario, prestò servizio in questi anni in tutta Europa con rotte che toccarono anche Sud Africa, Australia e Nuova Zelanda. Nel 1915 diviene proprietà della Blue Star Line che ne cambiò il nome in Brodness, nome che conservò fino al suo affondamento.
La Banffshire lunga 128 metri e larga quasi 17 aveva una stazza lorda di 5537 tonnellate, il sistema propulsivo era affidato ad una macchina a vapore a tripla espansione capace di sviluppare ben 491 cavalli nominali, il moto era trasmesso tramite una sola elica.
Nata per soli scopi commerciali, rimase disarmata sino al primo conflitto mondiale, quando la società armatrice la dotò di un cannone difensivo da 88mm a poppa.
Salpata da Genova, navigava lungo costa in "zavorra" cioè con le stive allagate per garantire stabilità durante il viaggio fino a Port-Said, quando la sera del 31 Marzo 1917, venne intercettata ed affondata a Nord Ovest di Anzio, dal sommergibile tedesco UC-38.
Il relitto Banffshire riposa ora in assetto di navigazione su un fondale fangoso, ad una profondità di circa 60 metri.
L' immersione sul relitto Banffshire, come tutte quelle su relitti, diviene una sorta di tuffo nel passato, le unità affondate poi durante conflitti, rimangono per sempre il teatro di tragedie spesso incomprensibili.
Prepariamoci quindi a scendere su un mostro di circa 130 metri in assetto di navigazione, quasi intatto.
I danni più grandi li hanno subiti le strutture di coperta composte per la maggior parte in legno, il resto della nave rimane, considerata anche la lunga permanenza sul fondo, abbastanza integra.
Per poter esplorare il relitto Banffshire, occorrono più immersioni, la visibilità non sempre è buona, ma la pericolosità più grande è data dalla presenza di reti e lenze in gran numero che si sono accumulate sulla nave nel corso degli anni.
La zona fangosa e sufficientemente deserta fà del relitto Banffshire una sorta di oasi, dove possiamo trovare un pò di tutto da murene, gronghi, anthiax, saraghi, dentici, ricciole a nudibranchi di diverse specie, alle spugne incrostanti e ostriche che ricoprono le superfici dello scafo.
Vista la profondità e la grandezza del relitto che spingono spesso i subacquei a prolungare i tempi di fondo, l'immersione sul relitto banffshire viene eseguita solo con l'utilizzo di miscele normossiche o ipossiche e l'ausilio di gas decompressivi.


